ALLA SCOPERTA DEL MONDO

Rolex Deep Sea Under the pole by Rolex, 2010

Rolex è partner di persone e istituzioni uniche che hanno dato un contributo fondamentale alle esplorazioni, oggi anche con lo scopo di salvaguardare il futuro della Terra

Da quasi un secolo, Rolex assicura il suo sostegno a generazioni di esploratori aiutandoli a superare i limiti e ad ampliare la conoscenza del nostro pianeta. Siamo in una fase di passaggio da un’epoca di scoperta del mondo ad una di tutela dell’ambiente: bisogna cercare il modo migliore per proteggere le aree già esplorate e Rolex è in prima linea e collabora con chi ambisce a compiere imprese straordinarie.

Quando Hans Wilsdorf fonda la propria azienda orologiera, è colpito dalle spettacolari mutazioni che caratterizzano la società all’inizio del XX secolo. In un momento in cui l’orologio da polso è ancora considerato come un fragile gioiello, il fondatore del Marchio comprende l’interesse nel poter disporre di un modello robusto, preciso e affidabile, adatto a uno stile di vita più attivo e crea l’Oyster, il primo orologio al mondo impermeabile. Nel 1927, per dimostrare la validità della sua invenzione, Hans Wilsdorf affida un Oyster a Mercedes Gleitze, la giovane nuotatrice inglese che si appresta ad attraversare la Manica a nuoto. Dopo oltre dieci ore trascorse nell’acqua, l’orologio riemerge perfettamente funzionante. Mercedes Gleitze, dimostrando le straordinarie prestazioni dell’Oyster, diventa la prima Testimonial Rolex. Attraverso l’impresa dell’atleta, l’Oyster diventa sinonimo di orologio da polso in grado di sfidare gli elementi, un vantaggio fondamentale per esploratori, sportivi e artisti.

Da più di novant’anni, Rolex accompagna molte delle più grandi imprese umane, che vedono uomini e donne battere record che resistevano da anni, sfidare gli elementi ed esplorare i confini più ostili del pianeta, avventurandosi in terre dove l’uomo non aveva mai messo piede.

E proprio queste spedizioni sulle vette più alte o nei punti più profondi del pianeta hanno portato alla creazione della celebre gamma professionale di orologi Rolex, veri e propri strumenti di lavoro, al servizio di coloro che si cimentano nelle imprese più ardue. Gli straordinari successi di esploratori che hanno compiuto le loro gesta indossando orologi Rolex hanno contribuito allo sviluppo di una serie di modelli come l’Oyster Perpetual Explorer ed Explorer II, il Cosmograph Daytona, il Submariner e il Sea-Dweller.

Già negli anni ‘30, gli alpinisti delle cime himalayane si affidano agli orologi da polso Rolex per affrontare uno degli ambienti naturali più ostili del pianeta. Un orologio affidabile è fondamentale al freddo estremo delle alte quote, dove l’ossigeno scarseggia e la misurazione del tempo è essenziale. La spedizione del 1953 di Sir John Hunt sull’Everest, durante la quale Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay scalano per la prima volta in assoluto la cima più alta del mondo, è accompagnata dagli orologi Oyster Perpetual. In quello stesso anno, per rendere omaggio a questa impresa storica, Rolex lancia ufficialmente il modello Explorer. Nel 1960, il batiscafo Trieste, guidato da Jacques Piccard e Don Walsh, si sposta con un orologio sperimentale Oyster, il Deep Sea Special, fissato sulla parte esterna mentre il mezzo scende a una profondità record di 10.916 metri nella Fossa delle Marianne. L’orologio resiste a una pressione enorme, alla quale nessun essere umano può sopravvivere.

Spedizione britannica sull'Everest_1933

Il National Geographic

Rolex e National Geographic nutrono da oltre sessant’anni la stessa passione, ossia l’esplorazione e la scoperta dell’ignoto. Dal 2017, le due società hanno avviato una collaborazione ancora più estesa per promuovere la conoscenza e aumentare la sensibilizzazione sulle sfide che la Terra deve affrontare. L’obiettivo è far conoscere le meraviglie del nostro pianeta, incoraggiare le generazioni future a esplorare e cercare soluzioni che garantiscano un avvenire migliore. La partnership si concentrerà su tre elementi essenziali del nostro pianeta: gli oceani, i poli e le montagne.

Le profondità marine

Il legame tra Rolex e l’universo marino e le sue profondità nasce nel 1926, anno della presentazione sul mercato dell’Oyster, il primo orologio da polso impermeabile al mondo, il cui nome è stato ispirato dall’ostrica. Le immersioni a grandi profondità non sono solo una maniera affascinante di superare i propri limiti, ma permettono anche di scoprire specie sconosciute, rari fenomeni geografici, nuovi confini e reperti storici. Nel corso degli anni, Rolex ha sostenuto imprese storiche in quest’ambito, progettando orologi che hanno raggiunto i punti più profondi del pianeta. Ha accompagnato, per esempio, i pionieri delle immersioni del Trieste e del sommergibile Deepsea Challenger.

Rolex_Oyster_Daily_Mail_1927

Sylvia Earle

La Dott.ssa Sylvia Earle, testimonial Rolex dal 1982, biologa marina di fama internazionale ed Explorer-in-Residence di National Geographic, è stata una pioniera delle esplorazioni oceaniche, soprannominata “Her Deepness” (Sua Profondità) dal The New Yorker e dal The New York Times. Dopo più di cinquant’anni di esplorazioni sottomarine, Sylvia Earle ha ancora la stessa carica e passione di quando si è immersa per la prima volta, a diciassette anni. Ha guidato numerose spedizioni oceanografiche per condurre ricerche sugli ecosistemi marini e le tecnologie per esplorare le grandi profondità; nel corso della sua carriera ha effettuato più di 7.500 ore di immersione. Sylvia Earle è una fervente sostenitrice della tutela degli oceani e dei loro ecosistemi vulnerabili. Nel 1998 viene nominata “Hero of the Planet” (Eroe del pianeta) dal Time Magazine. Il suo primo contatto con Rolex risale al 1970, anno in cui il Marchio fornisce le sue creazioni al primo team interamente femminile di acquanauti guidato da Sylvia Earle nell’ambito del Tektite II, un programma di esplorazione marina che ha testato anche gli effetti sulla salute di uno stile di vita prolungato in strutture sottomarine.

SylviaEarle_photo_by_CaboPulmo

Mission Blue

Tramite azioni di sensibilizzazione del pubblico, spedizioni scientifiche e partenariati con gruppi internazionali e istanze governative, Mission Blue si è fissata l’obiettivo di agire a livello mondiale per la conservazione degli oceani, con la speranza che il 20% della loro superficie sia riconosciuta come zona protetta entro il 2020. L’organizzazione fondata da Sylvia Earle sensibilizza l’opinione pubblica circa la necessità di ampliare su scala planetaria la rete di Hope Spots (luoghi della speranza), zone ritenute indispensabili per la salute dell’oceano. Il maggiore successo di Mission Blue consiste nell’ufficiale riconoscimento, ogni anno, di nuove zone oceaniche da salvaguardare contro danni ambientali ed eccessivo sfruttamento.

Rolex Deep Sea Under the pole by Rolex, 2010

David Doubilet

Testimonial Rolex dal 1994, l’americano David Doubilet è un pioniere e uno dei fotografi delle profondità marine più famosi al mondo. Esploratore, artista e ambientalista marino, è autore di dodici volumi sul mare. Dopo aver pubblicato il suo primo articolo su National Geographic nel 1971, viene rapidamente riconosciuto come uno dei migliori fotografi della rivista. L’obiettivo di David Doubilet ha immortalato le acque di tutto il pianeta: dal Mar Rosso all’Oceano Pacifico meridionale, dalla Baia di Suruga in Giappone a quella di Monterey in California e più recentemente l’Antartico. Le sue immagini straordinarie contribuiscono ad alimentare il fascino dell’oceano e delle sue creature sul pubblico, promuovendone al contempo la tutela. David Doubilet è stato nominato Photographer-in-Residence di National Geographic.

James Cameron

Testimonial Rolex dal 2013, James Cameron è stato l’unico ad aver completato l’immersione in solitaria nell’area più profonda degli oceani e il primo dal 1960 ad aver raggiunto il fondale della Fossa delle Marianne. Benché sia famoso soprattutto come regista, James Cameron è anche un intrepido esploratore, un inventore e un appassionato creatore di tecnologie innovative. La sua passione per l’ingegneria e l’attrazione per l’oceano lo hanno spinto a lanciare la spedizione Deepsea Challenge, in collaborazione con Rolex e National Geographic. Cameron, Explorer-in-Residence di National Geographic, in questa spedizione si è immerso con il sommergibile Deepsea Challenger, appositamente creato, a una profondità di 10.908 metri per raggiungere il Challenger Deep, il punto più profondo del fondale oceanico, situato nella Fossa delle Marianne. In esclusiva per la spedizione, Rolex ha ideato e prodotto l’orologio sperimentale Deepsea Challenge (che è stato fissato all’esterno del sommergibile), la cui impermeabilità è garantita fino a 12.000 metri. Per questa creazione, Rolex ha messo a frutto le tecnologie per gli orologi da sub e il suo decennale e unico know-how. James Cameron ha portato con sé in cabina anche il Deep Sea Special di Rolex del 1960, in omaggio ai pionieri del Trieste, che unisce simbolicamente due epoche dell’esplorazione marina.

James_Cameron

Comex

All’inizio degli anni ‘60, nasce una collaborazione tra Rolex e la Compagnie Maritime d’Expertises (Comex), i cui sub indossano orologi Sea-Dweller per lavorare a grandi profondità. La Comex, guidata in quel periodo da Henri Germain Delauze, ha avuto un ruolo pionieristico nell’immersione a grandi profondità ed è tuttora specialista a livello mondiale in ingegneria iperbarica e lavori subacquei. La collaborazione tra Rolex e Comex continua ancora oggi. Tutti i Rolex Deepsea vengono testati a Ginevra in una camera iperbarica creata appositamente dalla Comex a una pressione equivalente a quella di 4.875 metri di profondità. Dal 2016, inoltre, tutti gli orologi Rolex sono testati in camere iperbariche della Comex.

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