Il genio di Hans Wilsdordf

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Tutto ebbe magicamente inizio poco più di 120 anni fa. Era infatti il 22 marzo 1881, e nella piccola cittadina di Kulmbach, sperduta nel nord della Baviera, nasceva l’uomo sicuramente più importante per l’orologeria del XX secolo: Hans Wilsdordf, il fondatore della Rolex.

Proveniente da una famiglia protestante che ebbe in tutto tre figli, rimasto orfano a dodici anni, venne allevato dagli zii i quali l’abituarono presto ad essere indipendente e responsabile di se stesso. Studente in un istituto ad alto livello, attratto principalmente dalla matematica e dalle lingue, ben presto iniziò a viaggiare, lavorando in paesi stranieri.

Nel 1900 si stabilisce a La Chaux de Fonds, nel cantone svizzero di Neuchatel, come corrispondente in lingua inglese ed impiegato tuttofare presso Cuno Kourten in Rue Leopold Robert 49. Era questa una fabbrica di orologi di ogni tipo e qualità, che poteva disporre di un “comptoir”, ovvero la struttura commerciale a livello grossisti, ed aveva un giro di affari annuale di un milione di franchi. Il contatto avuto in quegli anni da Hans Wilsdordf con il mondo dell’orologeria internazionale gli permise di apprendere le nozioni commerciali e tecniche necessarie per avviare un’attività autonoma.

Bisogna pensare che in quel periodo La Chaux de Fonds era una città fiorente, che già divideva con Ginevra il massimo ruolo nel campo dell’alta orologeria, e tutta la regione del Jura Neuchatelloise che si estendeva fino a Besançon faceva capo a lei. Era il centro che con i comptoir di vendita e le manifatture, e attirava nel proprio giro commerciale i commercianti del mondo intero. Importante storicamente anche il passaggio dall’orologeria da tasca a quella da polso, e l’avvicendarsi di vecchie e nuove manifatture, le prime sorpassate dal progresso, le seconde aiutate dal suo sviluppo perentorio.

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