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Vino Bordeaux, Chateau Canon Rauz-Segla

Con Chanel alla scoperta dello Château Canon e Rauzan-Ségla

Lo ammetto, la mia conoscenza di Bordeaux è purtroppo solamente scolastica. Ricordo che alle elementari, quando in geografia si studiava la Francia, cantilenando le attività economiche, si diceva “produzione di vino, in zone come Bordeaux”. Potrei addirittura giurare di aver fatto una presentazione sull’immancabile cartoncino bristol, sempre alle elementari, dove tra le figurine da ritagliare degli allora celebri Album delle Ricerche (noi mica avevamo google), c’era anche un vigneto di questa fantomatica città transalpina.

Con gli anni però ho imparato ad apprezzare la qualità dei vini provenienti da Bordeaux. Non ho esitato quindi neanche un secondo a seguire la proposta di Chanel che mi chiedeva se volessi visitare i vigneti da loro gestiti in quella stupenda regione. Per questo motivo ora sto salendo su di un bimotore semideserto, in viaggio da Roma verso la patria dei grandi vini. È un martedì, a Roma sono appena rincominciate le scuole e il traffico è già diventato caotico. Per questo motivo accolgo di buon grado l’opportunità di cambiare aria, città, nazione, fosse solo per due giorni.

Saint Emilion

Un luogo spettacolare

I margini del villaggio di Saint-Emilion, si può osservare un paesaggio unico al mondo. I vigneti, i pendii verde scuro, circondano il castello Canon. Su questo altopiano calcareo che si piega dolcemente verso la Dordogna, si producono dei superlativi Merlots e Cabernets: protetto da alte mura di pietra, il vigneto regala vini profondi e di alto lignaggio. A Château Canon, la storia sembra immutabile, come gli strati geologici del suo sottosuolo.

Castello Canon

Château Canon: il suo carattere

La proprietà Château Canon si snoda a cavallo di un labirinto di basse mura, circondate da una rete di strade che si snodano sulla cima dell’altopiano di Saint-Emilion. Vicino al villaggio, la sagoma del castello sembra congelata per l’eternità.: la luce soffusa che si riflette sulla facciata in pietra, sembra voler suggerire un’eccezionale dolcezza della vita.

Château Canon è entrato nel XXI secolo quando è stato acquistato nel 1996 da Chanel. Da quel momento ben vent’anni sono stati necessari per ristrutturare il vigneto, consolidare le gallerie sotterranee e restituire al primo Grand Cru Classé la sua nobiltà. Il risultato è che oggi, la proprietà ha riacquistato la sua lucentezza originale.

Più che mai, Château Canon incarna l’intrinseca armonia tra la bellezza della facciata e l’impeccabile lavoro che vi si svolge al suo interno. Porte e passaggi nascosti alimentano l’immaginazione dei visitatori, come accade alla porta abilmente mimetizzata nella biblioteca, o la scalinata discreta che porta alle cantine dove vengono conservate le vecchie annate.

Quando l’architetto Peter Marino ha restaurato lo Chateau nel 2015, a scelto di rispettarne la sua storia, i suoi mobili e la sua patina. Il risultato è che il legno prezioso, i cristalli e le pietre grezze si mescolano con l’arredamento eclettico, le tende di seta scintillanti nei loro vivaci colori. Il respiro del romanticismo rimane lo stesso spirito del diciottesimo secolo.

Château Canon è una bella casa di famiglia, una scalinata maestosa, un’affascinante biblioteca. Non è un normale castello. È un luogo di vita che trascende le generazioni, un luogo dove la normalità si fa speciale.

Chateau Canon

Saint-Emilion

Un paradiso straordinario, sinonimo dei più grandi vini del mondo, la giurisdizione di Saint-Emilion riunisce nella sua denominazione diverse centinaia di castelli produttori di vino che formano un insieme importante e per certi versi unico al mondo. Paesaggi incontaminati, immutati da secoli, che incoraggiano a sognare ad occhi aperti, elencati come Patrimonio Mondiale dall’Unesco.

Ovunque, intorno, le vigne diventano padrone del paesaggio. Il vigneto eccezionale, chiuso dalle mura di Château Canon confina con l’ingresso del villaggio. Una porta permette di unire a piedi il pacco del villaggio al centro di Saint-Emilion. Un appezzamento di vigne unico, circondato da abitazioni, arato da un cavallo e raccolto a mano, secondo le pratiche ancestrali. La sua vendemmia fa parte del Grand Vin.

Il suolo

Diverse migliaia di anni fa, il terreno del castello di Canon era molto omogeneo, quello dove oggi la vite fiorisce lentamente e armoniosamente, su di una base calcarea venata di argilla. Le sue radici si tuffano nei sedimenti dal profondo del tempo e prosperano in particolare nella tessitura argillosa del terreno, con un’alta capacità di ritenzione. In effetti, l’argilla ha la particolarità di trattenere l’acqua e di farlo alla vite in tempi di siccità. Così, sottoposto a un leggero stress idrico, la vite affonderà le sue radici più a fondo nel terreno, a beneficio del suo sviluppo. Ciò consente una maturazione lenta e regolare delle uve e quindi un’alta qualità del raccolto.

Le Cave

Sotto il vigneto di Château Canon, si trova un labirinto di oltre 30 chilometri di gallerie sotterranee. Una configurazione unica al mondo e un segreto ben tenuto. Rari radichels carichi di gocce d’acqua pendono sulle volte di gallerie scavate dall’uomo nel calcare nel corso dei secoli, incredibile testimonianza della storia. Per raggiungere questo obiettivo, bisogna scendere qualche decina di gradini sotto la cantina, attraversare un’antica volta e immergerti nelle viscere della terra. Queste cattedrali sotterranee in pietra calcarea, consentono ai visitatori di camminare da 8 a 12 metri sotto la vigna e scoprire la terra di Château Canon.

Le cave di Chateau Canon

Château Rauzan-Ségla

Tra l’oceano e il grande estuario della Garonna e della Dordogna, Margaux è un luogo unico, la bellezza di una luce straordinaria, la severità dei paesaggi severi, la maestosità dei castelli conosciuti in tutto il mondo. I vigneti regnano sovrani su queste terre dove il tempo sembra essersi fermato. I suoi vini nascono e vivono in questa atmosfera. Ogni bottiglia esprime l’incontro tra patrimonio e know-how che Rauzan-Ségla coltiva.

Il mosaico del suolo

I settanta ettari di vigneti Rauzan Ségla, le loro quattro varietà di Bordeaux, il suolo unico e la diversità geologica della denominazione Margaux sono motivi di grande riflessione: sono “terreni” che corrispondono a sei successive glaciazioni e riscaldamenti globali, che hanno rubato immense rocce dai Pirenei, rotolati nelle acque della Garonna, arrivarono a popolare il Medoc. Il cuore del vigneto si trova vicino al castello, vicino al villaggio di Margaux, sulla famosa Terrazza 4, un’ampia fascia di ghiaia incorporata in un sottile strato di argilla. Un terreno povero, naturalmente drenato, che facorisce il radicamento profondo della pianta. Da questi vitigni storici, i più antichi, arrivano i frutti con cui iene realizzato un grande vino.

Per capire meglio questa diversità e prendere le decisioni appropriate per la realizzane del vino migliore, è stato avviato un lungo studio a partire dal 2000. I suoi risultati hanno permesso di disegnare delle vere e proprie isole nel terreno, grandi quanto un intero vigneto o piccole come un solo filare dello stesso. È uno strumento importante, che consente alle squadre di Rauzan-Ségla, di ottenere un vino straordinario, unico nel suo genere.

Saint-Emilion

Tra vigneti e corsi d’acqua, lungo pendii boscosi e strade pittoresche, la Giurisdizione di Saint-Emilion si estende per 75 km attorno ad una cittadina medievale perfettamente conservata, ancora oggi luogo di villeggiatura ideale.

A soli 30 minuti da Bordeaux, e 1ora da Bergerac o Périgueux, Saint-Emilion è il luogo ideale per visitare i vigneti della regione di Bordeaux fino a Périgord.

Secondo la leggenda, la cittadina deve il suo nome a Emilion, monaco bretone, che dopo aver condotto una vita esemplare costellata da miracoli, nel 750 scelse di ritirarsi dal mondo e rifugiarsi in una grotta naturale ancora oggi visibile nel cuore della città.

Città di affari e di ricchezze, luogo di compra-vendita di tutto ciò che la Giurisdizione aveva di meglio da offrire (vino, grano, materiale da costruzione, ecc..) ma anche meta di pellegrinaggio sulle reliquie del suo santo patrono, la bella cittadina di Saint-Emilion ha conosciuto nel Medioevo un periodo di indubbia prosperità. Tale prosperità si riflette ancora oggi nei suoi monumenti emblematici, in particolare nell’incredibile chiesa monolite sotterranea!

A piedi, in bicicletta, in auto o in pullman e persino in barca, i suoi paesaggi, i suoi monumenti e le nuove costruzioni di architettura contemporanea si mostrano in un’atmosfera che cambia e si rinnova ad ogni stagione. Saint-Emilion è il punto di appoggio ideale per perdersi nella visita dei vigneti di denominazione protetta come Pomerol, Sauternes, Margaux, e Saint-Emilion ovviamente.

Nicolas Audebert

Quando, nel 2014, ricevette l’incarico da Chanel di guidare Château Canon e la proprietà di Margaux Rauzan Ségla, l’argentino Nicolas Audebert immediatamente si prefisse un unico obiettivo: continuare e rendere sempre più interessante il lavoro, durato già allora vent’anni, di perfezionamento dei vini che sarebbe andato a produrre: «Siamo agricoltori e siamo orgogliosi di esserlo. I nostri vini sono prodotti di consumo, senza nessuna speculazione, devono far parte del piacere e regalare delle emozioni in chi li beve».

Nato nel 1975 in Provenza, il figlio di un ufficiale di marina, Nicolas Audebert ha immediatamente sviluppato la sua predilezione per i viaggi e il gusto. Ingegnere agronomo, laureato presso l’Istituto Superiore di Tecnologie d’Outre-Mer di Parigi, per poi passare all’Ecole Nationale Supérieure Agronomique di Montpellier, è anche dioplomato in Enologia. Nel suo curriculum troviamo Moët et Chandon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug. Prima del ruolo attuale, è stato l’enologo e viticoltore di Cheval des Andes, una joint venture tra Terrazas de los Andes, una filiale di Moët-Hennessy e Chateau Cheval Blanc. Premier Grand Cru di classe A a Saint-Emilion.

Nicolas Audebert
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