L’investimento alternativo: gli orologi

Non è cosa infrequente, sia tra gli appassionati più agguerriti di orologeria che tra coloro i quali si avvicinano solo marginalmente a questo mondo, che si faccia dia erroneamente lo stesso significato, a due termini tra di loro sostanzialmente antitetici: investimento e collezionismo.

Un orologio infatti può anche essere un investimento, ovvero può portare guadagno a chi lo acquista per poi rivenderlo, ma solamente se rientra all’interno di un ristretto numero di modelli e, parallelamente, se si hanno le giuste conoscenze per riuscire a piazzarlo. Su questo argomento si è pronunciato addirittura Philippe Stern presidente Patek Philippe: «Alcuni nostri orologi possono essere un investimento. Certo, non bisogna generalizzare visto che abbiamo oggi circa 200 modelli in collezione. In ogni caso il mio consiglio è sempre lo stesso: non comperate un Patek Philippe pensando al guadagno che ne potrete trarre, ma fatelo perché vi piace, per gratificarvi».

Un orologio può, al contrario, essere da collezione senza che per questo motivi sia anche un investimento. Anzi, il collezionista è storicamente colui il quale spende capitali direttamente proporzionali alle sue sostanze in oggetti che quasi sempre ricoprono un grande valore solamente per il suo proprio gusto. Come disse John Goldberger, uno tra i più importanti collezionisti mondiali «Si investe in passione ed in tempo. Personalmente non do affatto importanza al valore economico dell’orologio. Se è bello e mi interessa, ne tento l’acquisto. Se costa troppo pazienza… Non me ne faccio comunque mai una malattia».

Mettiamo quindi il primo punto fermo: ci sono collezionisti di quadri, di auto, di dromedari (naturalmente non veri, troppo ingombranti e puzzolenti) e naturalmente anche di orologi, ma per tutti collezionare è sempre una fonte di spesa, alle volte anche di guadagno.

Ulysse Nardin Regatta

Potrebbe interessarti anche

Menu