Officina Parfum: una questione di anima

Lifestyle

Officina Parfum è un progetto di due imprenditori italiani, oggi assieme per fare impresa in modo etico, unendo la passione per la profumeria di nicchia alle competenze acquisite in tanti anni di esperienza nel settore. Davide Gherardi, conosciuto da oltre 30 anni per la sua professionalità ed esperienza nel settore della profumeria artistica e uno dei più grandi esperti italiani sull’800 con una biblioteca personale sull’argomento di oltre 4000 volumi, ed Eleonora Calavalle, impegnata nelle pubbliche relazioni ed esperta di mercati esteri, sono i promotori di Officina Parfum. Ubicata a Parma, città con una grande tradizione di profumeria, Officina ha l’obiettivo di portare, in un mercato di nicchia che non concepisce il profumo come un semplice accessorio ma piuttosto come un magnifico prolungamento della personalità di chi lo indossa, una selezione di proposte olfattive di lusso, ben dodici, che rispondano alle esigenze dei consumatori più sofisticati, appassionati, entusiasti o globetrotter.

Officina Parfums rappresenta un mondo variegato di fragranze di lusso. Tra queste J.U.S.

J.U.S., acronimo di Joyau Unique & Sensoriel, è un marchio francese assolutamente nuovo, unico nel suo genere che crea tendenze e avventure olfattive. J.U.S. è un marchio alternativo dallo stile vintage pop-art: il suo stupendo packaging è stato creato da uno dei più grandi designer di flaconi di profumeria esistente al mondo, Thierry de Baschmakoff mentre le fragranze sono state per la maggior parte formulate da Céline Ellena, figlia di Jean Claude Ellena, il naso di Hermes. Per questo progetto si sono quindi messe insieme delle maestrie d’eccellenza che hanno dato vita a creazioni esclusive, con la promessa di far vivere una esperienza sensoriale unica a chi le acquisterà. Alcuni dei flaconi hanno un design incomparabile perché sono degli antichi stampi di vetro da profumeria degli anni ’40, ’50 e ’60 caduti in disuso, recuperati da Thierry, modificati  e bagnati con questi colori pop. Per farvi comprendere la visionarietà di questo brand, per la prima volta nella storia della profumeria, J.U.S. ha deciso di condividere le formule quali-quantitative trascrivendole all’interno delle scatole per comunicare un nuovo approccio al profumo che nobilita l’arduo lavoro del naso.

La vostra è filosofia che va al di là del commercio…

Noi cerchiamo sempre di scegliere dei marchi che non siano sovrapponibili, con caratteristiche completamente diverse l’uno dall’altro: andiamo dunque dalla vecchia colonia della più antica barberia inglese Geo. F. Trumper a prodotti più moderni come Frank Muller che ha trasposto la grande artigianalità artistica dei suoi orologi nella creazione di profumi. Il nostro marchio principale è Robert Piguet. Noto come “il principe della moda”, fu un grande stilista nella Parigi degli anni ‘30 e si può considerare a pieno titolo il fondatore dell’Haute Couture moderna: sotto la sua guida lavorarono talenti come Hubert de Givency, Christian Dior e Marc Bohan. Nel 1944 diede inizio alla straordinaria collaborazione creativa con la prima donna creatrice di profumi della storia, Germaine Cellier, da cui nacquero i profumi Bandit e Fracas, quest’ultimo considerato un classico femminile perché il più celebre fra i profumi monofloreali e capostipite di tutti i profumi a base di fiori bianchi. Stampata nella memoria dei francesi di quell’epoca, più precisamente nel 1948, una delle sue più indimenticabili sfilate quando, dietro le quinte, prima che le modelle uscissero sulla passerella, Piguet unse l’inguine di ognuna di queste ragazze con la concreta di Fracas, ovvero con l’olio alla percentuale massima consentita. Le modelle sfilando con il calore creato dallo sfregamento delle loro gambe, invasero la sala di questa meravigliosa essenza, esuberante, sexy ed ingegnosamente complessa. Il giorno dopo, e per molti altri a seguire, a Parigi non si parlò di altro.

Davide Gherardi ed Eleonora Calavalle

Quando parliamo di profumeria di nicchia, parliamo di passione. Da dove nasce quella di Officina?

La possiamo considerare una sensibilità innata che con grande passione abbiamo coltivato nel corso degli anni e che è diventata anche il nostro lavoro. È un interesse che abbiamo da sempre, anche se la nostra azienda è nata solo 10 anni fa. Ci siamo conosciuti in un’altra realtà di Parma dove abbiamo lavorato insieme per diversi anni. Una volta usciti, abbiamo deciso di creare Officina. Senza neanche parlarne troppo in realtà: ad una cena a Natale ci siamo confrontati sulle rispettive idee e abbiamo deciso di iniziare subito dopo. I marchi che ci hanno seguito hanno riconosciuto sin da subito in noi questa immensa passione e l’emozione che noi abbiamo trasmesso loro ci ha consentito successivamente di crescere di anno in anno. Oggi possiamo vantare un portafoglio marchi di 12 brand internazionali che provengono soprattutto dalla Francia e dall’Inghilterra, più un marchio di nostra proprietà, Blancheide, tutto italiano.

Come mai questo nome?

Il profumiere che ha collaborato alla creazione delle prime formulazioni aveva una smodata passione per il bianco perché lo considerava il colore che rappresenta per eccellenza l’eleganza femminile. E noi ci siamo trovati completamente d’accordo con lui.

Torniamo sempre a parlare di passioni…

Assolutamente sì. Noi facciamo parte di una catena che ha come ultimo anello il consumatore ma il procedimento è sempre il medesimo: noi ci dobbiamo innamorare per primi dei prodotti che rappresentiamo. Uno dei nostri compiti è fare i talent scout per i nostri clienti e andare in giro per il mondo a cercare dei marchi che possono essere interessanti, che possano avere delle caratteristiche adatte per il momento di mercato. Successivamente abbiamo il bellissimo compito di far innamorare i nostri clienti così che loro possano a loro volta trasmettere tutti quei valori proposti dai singoli marchi al pubblico finale. Questo è un mestiere che non si può fare senza passione. Noi non vendiamo degli oggetti inanimati. Il leitmotiv della nostra azienda è passione ed etica. Ci siamo posti come stile di lavoro e di vita quello di operare con principi di serietà ed esclusività ai massimi livelli. Siamo sì una piccola realtà ma riconosciuta come un punto di riferimento del settore.

Scouting o marketing?

Il marketing è una parte fondamentale della nostra professione ma lo scouting rappresenta una vera e propria sfida contro sé stessi. Solitamente si sceglie seguendo il proprio gusto, noi invece dobbiamo assolutamente distaccarci da questa consuetudine e ragionare invece come fa il nostro cliente, in questo caso il mercato di nicchia. Riuscire a farlo e selezionare ciò che potrebbe piacere è qualcosa di molto difficile. Il momento in cui sai di aver fatto la scelta giusta? Non esiste un momento preciso, è il tempo a darti ragione e in quell’esatto momento è davvero una immensa soddisfazione. Una volta individuato il nuovo brand, parte la seconda fase delle nostre attività, anch’essa fondamentale. Sono talmente compenetrati che uno non vive senza l’altro.

Come nasce un “naso”? È questione solo di talento?
Il talento fa sicuramente la differenza: o ce l’hai o non ce l’hai, è un dono. Si può costruire l’esperienza, la competenza ma alla fine la genialità la si dimostra proprio attraverso quel qualcosa che è innato. Chiaramente esiste una predisposizione anche fisica e il naso si può allenare molto, come qualsiasi altro muscolo: più sente più riesce a sentire meglio, dunque si può lavorare molto sulla parte olfattiva. Ma ci vogliono comunque anni di duro lavoro per diventare un bravo compositore.

Quanto i marchi che rappresentate utilizzano i metodi tradizionali come punto di partenza per creare un profumo?
La cosa bella è che, nonostante tutti i progressi tecnologici, non si è ancora capaci di replicare la formula esatta di un profumo. Pensate per esempio alle materie prime: le loro composizioni cambiano anche a seconda dell’origine e della provenienza. La stessa cosa accade in una ricetta di alta cucina gourmet: il sapore della pietanza dipenderà anche dal tipo di sale o pepe utilizzato. Potremo assistere ad una nuova evoluzione quando ci si rivolgerà sempre di più alle materie prime di sintesi rispetto a quelle naturali che tutti conosciamo. La ricerca e lo sviluppo di nuove molecole olfattive infatti può andare avanti all’infinito. Ci sono state epoche nella storia della profumeria in cui sono stati inventate nuove molecole che hanno creato delle novità dal punto di vista olfattivo e questo è quello potrebbe ancora succedere quando di materie prime di sintesi.

Può fare un esempio?
Abbiamo un marchio molto innovativo che si chiama Etat Libre d’Orange che è veramente all’avanguardia. Ai profumieri che lavorano per il marchio viene data totale libertà creativa per la composizione delle fragranze. Questo approccio libero permette loro di sviluppare espressioni olfattive vibranti, autentiche, pure e senza limiti di prezzo perché, oltre
il 50% del budget è stanziato per la ricerca di formulazioni e materie prime innovative. L’ultima creazione si chiama “I Am Trash” ed è una geniale idea di marketing, ovvero fare un profumo che richiami paradossalmente un concetto completamente quello dell’immondizia in questo caso. Il perché di questo nome ve lo spieghiamo meglio… Una
grossa azienda che produce materie prime ha scoperto che ridistillandone alcune provenienti da un primo ciclo di lavorazione si riescono a creare fragranze nuove con caratteristiche molto interessanti e, come il caso di “I Am Trash”, anche molto buono. Grazie a questa tecnica che si chiama upcycling, i profumieri sono riusciti a donargli delle sfumature davvero particolari: le scorze e i fiori rilavorati sono in grado di far uscire una sfumatura un po’ mielata, un po’ dolciastra anche a note esperidate, a note fiorite, che normalmente non la posseggono. Nessuno aveva mai sentito prima questi aromi perché nessuno aveva mai estratto una seconda volta le molecole da materie prime che erano già state utilizzate. È qualcosa di completamente nuovo.

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