OMEGA SPEEDMASTER APOLLO 11 MOONSHINE™ GOLD 50TH ANNIVERSARY LIMITED EDITION

Omega Speedmaster BA145.022 (1969) e 310.60.42.50.99.001 (2019)

Abbiamo lasciato la Terra per dirigerci verso la Luna. Ciascun segnatempo porta dietro di sé storie, emozioni, scommesse da superare e vincere. Come affermerò il Colonnello Edwin “Buzz” Aldrin: “We explore, or we expire. You’ve got a choice.” 

Omega Speedmaster, l’orologio che ha scandito le ore della missione Apollo 11.

L’OMEGA Speedmaster, dopo essere stato l’unico, tra i vari cronografi da polso presi in esame, a superare tutti i rigorosi e approfonditi test da parte della NASA, fu dichiarato il 1 marzo 1965 come “Qualificato al volo per tutte le missioni spaziali con equipaggio”. Questa serie di test estremi comprendeva prove termiche (tra 93° e -18° centigradi), prove di resistenza agli urti e alle vibrazioni e prove sotto vuoto.

Lo Speedmaster, certificato “Flight Qualified for all Manned Space Missions”, spegnerà, il prossimo 16 luglio 2019, le sue prime 50 candeline. Era infatti il 16 luglio del 1969 quando, in diretta TV in 33 Paesi del mondo, l’Apollo 11 fu lanciato nello spazio con il razzo Saturn V dal Kennedy Space Center in Florida. Al polso del Comandante Neil Armstrong, del pilota del modulo di comando Michael Collins e del pilota del modulo lunare Edwin “Buzz” Aldrin (noto anche come come “Dr. Rendez-vous” per le sue perfette tecniche di aggancio), c’era un OMEGA Speedmaster. I due modelli indossati dagli astronauti dell’Apollo 11 durante la missione furono, per la precisione, l’ST 105.012 e l’ST 145.012. L’aquila atterrò sulla superficie lunare e, successivamente, il 21 luglio, Neil Armstrong diventò il primo uomo a posare il piede sulla luna. Famosa la sua frase “That’s one small step for a man, but one giant leap for mankind“ (Un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità) che venne ascoltata in diretta TV da 600 milioni di persone. In quell’ambiente dalla gravità ridotta, Amstrong e Aldrin passeggiarono per 2 ore e 36 minuti. Il 22 luglio, dopo più di 21,5 ore sulla superficie lunare, Armstrong e Aldrin decollarono nello stadio di ascesa dell’Eagle portando con sé 21,55 chili di campioni lunari. Raggiunsero poi il Columbia, a bordo del quale Collins li aveva aspettati orbitando intorno alla luna. Collins dichiarò: “… Dai tempi di Adamo nessun essere umano ha mai provato una tale solitudine.”  Il 24 luglio, circa sette minuti prima dell’impatto con l’Oceano Pacifico, furono aperti i paracadute del Columbia e, una volta ammarati, gli astronauti furono e trasportati sulla USS Hornet dove iniziarono i 21 giorni di quarantena in isolamento.

Lo Speedmaster, non a caso conosciuto da tutti come il Moonwatch, ritornò sulla luna in tutti i successivi allunaggi: Apollo 12, Apollo 14, Apollo 15, Apollo 16 e Apollo 17. Ad oggi solo 12 uomini hanno camminato sulla luna.

Eagle-landed_–_Credit_NASA-jpg

Quattro mesi dall’allunaggio dell’Apollo 11, era il 25 novembre 1969, OMEGA organizzò “l’Astronaut Appreciation Dinner”. In quell’occasione, a tutti gli astronauti del programma spaziale fu offerta  un’esclusiva edizione limitata dello Speedmaster in oro giallo 18 carati (1.014 pezzi, realizzati tra il ’69 e il ‘73). Quest’edizione commemorativa (Ref. BA 145.022), con lunetta bordeaux e animata dal calibro 861, riportava inciso sul fondello la dicitura: “to mark man’s conquest of space with time, through time, on time”.

I primi esemplari vennero donati all’allora Presidente americano Richard Nixon e al suo Vice Spiro Agrew che decisero di non accettarli in rispetto alla rigida policy che regolava gli “omaggi” riservati ai componenti del governo statunitense. Da quello che è dato sapere gli orologi dal numero 3 al 28 furono consegnati agli astronauti NASA, quelli dal 29 al 32 a leader politici e dell’industria orologiera svizzera, quelli dal 33 al 1000 furono messi in vendita con la scritta sul fondello “The First Watch Worn On The Moon”, quelli dal 1001 al 1008 furono dati agli equipaggi dell’Apollo 14 e 17 mentre quelli dal 1009 al 1014 vennero riservati ad altre personalità non meglio specificate.

Omega Speedmaster BA145.022 (1969) Richard Nixon

Lato estetico: BA145.022 (1969) versus 310.60.42.50.99.001 (2019)

Quest’anno OMEGA propone lo Speedmaster Apollo 11 Moonshine Gold 50th Anniversary Limited Edition (Ref. 310.60.42.50.99.001, 1.014 pezzi); una rivisitazione del modello originale del 1969 (Ref. BA145.022, 1.014 pezzi) del quale mantiene alcuni dettagli introducendone di nuovi.

La referenza BA145.022 del 1969 presenta cassa, bracciale e quadrante in oro giallo 18K (2N) mentre la referenza 310.60.42.50.99.001 svelata quest’anno ha cassa, bracciale e quadrante in oro Moonshine 18K, una lega (oro 75%, rame 9%, argento 14.45% e palladio 1%) dalla sfumatura più chiara rispetto al modello del ’69 ma più resistente allo scolorimento nel tempo. Entrambe le casse (42 mm), spazzolate e lucidate, presentano una carrure asimmetrica e anse ricurve. Il cuore meccanico pulsante della referenza del ’69 è il calibro 861 mentre nella referenza del 2019 è il calibro 3861 con Certificato Master Chronometer.

L’anello della lunetta con scala tachimetrica, bordeaux in entrambe le versioni, è in alluminio anodizzato con graduazione grigio metallizzato nella referenza storica mentre nel modello odierno è in ceramica (ZrO2) con scala tachimetrica realizzata in Ceragold™. Seguendo la graduazione della prima generazione di Speedmaster, di 500 unità per ora, il nuovo modello è caratterizzato dal punto sopra al 90 (anche conosciuto come “Dot Over 90” o “DON”).

Il quadrante, spazzolato verticalmente in entrambe le referenze, è marchiato “Au750” o OM (“Or Massif” in francese) per l’utilizzo di oro massiccio e rivestito in esalite nel modello del 1969 mentre è in vetro zaffiro antiriflesso ambo i lati nel modello 2019.

Il quadrante è arricchito con indici sfaccettati in onice nero collocati all’interno degli indici lucidi delle ore. Le lancette di ore e minuti sono riempite di vernice nera. Del medesimo color inchiostro anche la lancetta centrale dei secondi cronografici e le lancette dei piccoli contatori.

Il fondello, pieno e inciso sul modello storico, è invece, nel modello odierno, in vetro zaffiro e antiriflesso lato interno e con uno speciale anello decorativo. Nello specifico, l’anello esterno del fondo cassa è caratterizzato dalle incisioni: “1969-2019”, dal numero dell’Edizione Limitata in bordeaux e dalla dicitura“Master Chronometer”. L’anello decorativo interno, in oro Moonshine™ 18K, è stato sottoposto a due separati processi di ablazione laser, così come a due trattamenti PVD (Physical Vapour Deposition) in blu e nero. Grazie a questi interventi si è dato vita a un oceano blu con finitura opaca che circonda una mappa parziale del mondo e del continente americano (in finitura lucida). Un occhio attento potrà intravede Cape Canaveral, il sito di lancio (conosciuto come Cape Kennedy dal 1963 al 1973). Uno sfondo nero opaco rimarca le scritte lucide: “APOLLO 11 – 50th ANNIVERSARY” e “THE FIRST WATCH WORN ON THE MOON”. La chicca resta un vero frammento di meteorite lunare collocato nella cavità dell’anello. La Terra e la Luna dell’anello centrale mantengono le proporzioni reali (3.67:1 in diametro).

Entrambi i cronografi sono proposti con un bracciale spazzolato e lucido a cinque maglie arcuate per fila. Lo chiude e assicura al polso una fibbia scanalata con il logo Ω vintage applicato.

Omega Speedmaster BA145.022 (1969)

Mentre la referenza BA 145.022 era proposta in una scatola con pannelli che riproducevano la superficie lunare stampata sui 4 lati, la referenza 310.60.42.50.99.001 è custodita in un box con pannelli in ceramica grigia con stampa 3D, sui cinque lati, della superficie lunare. Ogni lato è strutturato in modo diverso; in questo modo ogni astuccio risulta essere unico. Il pannello superiore riproduce l’immagine del Mare della Tranquillità e il sito di allunaggio dell’Apollo 11.

Speedmaster Apollo 11 Moonshine Gold 50th Anniversary Limited Edition box

Questione di calibri “in pillole” tra passato e presente 

Il cuore meccanico pulsante degli orologi Speedmaster approvati dalla NASA per l’uso nelle missioni spaziali con equipaggio era il calibro 321, discendente diretto del 27 CHRO C12 sviluppato e prodotto per la prima volta nel 1941 e battezzato 321 nel 1949. Una sua versione modificata è stata utilizzata per i cronografi indossati dagli astronauti dell’Apollo 11. Il calibro 321 si è poi evoluto nel calibro 861, utilizzato tra il 1968 e il 1997. La naturale evoluzione del calibro 861, utilizzato per molti modelli Moonwatch, fu il calibro 1861. Il movimento si è poi evoluto dando vita al 3861 con certificazione di Master Chronometer (carica manuale, stesse dimensioni del 1861 e stessa frequenza di 21.600 alt/ora, platina e ponti placcati oro Moonshine™, 8 rubini in più –da 18 a 26, eliminazione del regolatore di frequenza, introduzione della funzione di arresto secondi, inserimento dello scappamento Co-Axial di OMEGA e della spirale del bilanciere in silicio Si14).

OMEGA SPEEDMASTER APOLLO 11 MOONSHINE™ GOLD 50TH ANNIVERSARY LIMITED EDITION

Lo sapevi che…

La storia del cronografo OMEGA Speedmaster ebbe inizio nel 1957 quando venne pensato e prodotto per le scuderie di auto da corsa e per i tecnici in pista.

I primi Speedmaster, con cassa simmetrica con anse diritte, presentavano una lunetta color acciaio con scala tachimetrica a base 1000 e lancette “broad arrow”. All’interno era custodito il famoso Calibro 321.

Dal 1959, entrò in produzione lo Speedmaster CK 2998. Rispetto al suo predecessore del ’57 disponeva di una lunetta in alluminio nero (invece che color acciaio), di lancette “alfa” con lancetta centrale del cronografo diritta o “lollipop” (invece di broad arrow) e di scala tachimetrica su base 500 anziché 1000.

Il CK 2998 fu scelto dall’astronauta Walter Schirra, come suo orologio personale, per la missione Sigma 7 del programma Mercury dell’ottobre 1962. Divenne così il primo OMEGA indossato nello spazio.

Montblanc TimeWalker Chronograph Automatic
EVOLUTI E VINCENTI
HUBLOT BIG BANG ONE CLICK RAINBOW 39 MM
HUBLOT BIG BANG ONE CLICK RAINBOW 39 MM

Potrebbe interessarti anche

Menu