Tutto nasce a Londra

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Hans Wilsdorf decide, nel 1903, di stabilirsi a Londra sempre in qualità di impiegato, in un grande negozio, e nel 1905, all’età di 24 anni, compie il grande salto e si mette in proprio.

La sua nuova società, realizzata assieme al cognato e alla sorella che avevano contribuito al finanziamento, si trovava all’83 di Hatton Garden. Denominata “Wilsdorf & Davis”, si specializza nella manifattura di casse per orologi e nella distribuzione commerciale di orologi da polso. Nelle sue memorie pubblicate nel Vade Mecum Jubilè Rolex, si legge che: «L’azienda conobbe da subito un grande successo grazie alle scelte fondamentali che la distinguevano: Les specialites in orologeria ed i nuovi prodotti in particolare, tra essi si distinguevano gli orologi da viaggio, detti anche “portafoglio”; si trattava di oggetti di lusso in pelle pregiata i quali, in tutte le forme e colori». Il successo fu immediato, e il mercato inglese ne fu invaso.

Nel frattempo l’orologio da polso, apprezzato dai giovani e dagli sportivi come uno strumento moderno e di grande avvenire, era in realtà trattato con diffidenza e scetticismo dalla maggioranza del pubblico. Veniva infatti considerato poco elegante rispetto al classico orologio da tasca, con la sua catena che pendeva dal taschino del gilet, nonché troppo piccolo, fragile ed esposto ai colpi, all’umidità ed alla polvere. Per Wilsdorf, invece, non vi erano dubbi; nonostante il mercato non rispondesse pienamente alle aspettative, l’orologio da polso rappresentava l’avvenire. Sfruttando le correnti innovatrici della moda in generale e l’interesse immediatamente manifestato da quella femminile in particolare, tesa ad armonizzare l’orologio al vestito indossato, si recò a Bienne e, forte delle conoscenze fatte durante la sua precedente permanenza nella regione, fece ad Herman Aegler, un importante fabbricante d’orologeria di ottima qualità, la più grossa ordinazione di movimenti per orologi da polso che mai fosse avvenuta fino ad allora, per un ammontare di parecchie centinaia di migliaia di franchi. D’altro canto un certo protagonismo, se non mania di grandezza è da sempre connaturato con questa Casa, che oggi ad esempio rimane il più grande utilizzatore d’oro della Svizzera, ed uno dei maggiori al mondo.

Il genio di Hans Wilsdordf
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